VLOS: il volo a vista, e dove il «vedere» finisce
Che cosa significa VLOS, che cosa richiede davvero la regola e quando se ne esce senza accorgersene.
VLOS sta per Visual Line of Sight. Indica il volo durante il quale il pilota remoto mantiene un contatto visivo diretto e senza ausili con l'aeromobile, sufficiente a controllarne la traiettoria e a evitare qualsiasi ostacolo.
È la definizione ICAO, ed è la stessa ovunque: Europa, Regno Unito, Nord America.
«Senza ausili» è la parola su cui si inciampa
La regola non chiede soltanto di sapere dove si trova l'aeromobile. Chiede di vederlo, a occhio nudo.
Quindi non contano:
- binocoli e cannocchiali;
- l'immagine video dell'aeromobile, che non mostra ciò che arriva di lato;
- una posizione su una mappa, che dice dov'è ma nulla di ciò che lo circonda.
Gli occhiali correttivi restano ammessi: ripristinano una vista normale, non la estendono.
Non esiste una distanza ufficiale
È la domanda più frequente, e la risposta delude: nessuna distanza definisce il VLOS. Il criterio è ciò che il pilota remoto percepisce davvero, e varia con la dimensione dell'aeromobile, la luce, lo sfondo del cielo e il terreno.
Un multirotore scuro contro un bosco sparisce molto prima di un aeromobile chiaro contro un cielo limpido. I quadri nazionali aggiungono spesso limiti di quota — 120 metri in Europa — ma sono limiti a sé, non una definizione del volo a vista.
⚠️ Si esce dalla vista senza accorgersene: dietro un edificio, controsole, oltre un crinale. In quel momento l'operazione diventa BVLOS e cambia regime normativo.
Un osservatore non sostituisce il pilota remoto
Un osservatore può aiutare, e alcuni scenari ne richiedono uno. Ma nel volo a vista ordinario è il pilota remoto che deve vedere: delegare la vista ad altri appartiene a un assetto diverso, inquadrato e dichiarato.
Per approfondire
- BVLOS: volare oltre la vista — che cosa accade una volta superata la soglia.
- Dove posso volare? — le zone, che sono un vincolo a sé.
- Normativa droni in Francia.