Volare con il drone in Italia: cosa serve prima di partire

Posso volare, devo registrarmi, dove posso volare? Le tre risposte per portare il drone in Italia.

Arrivate in Italia con un drone. Le domande sono tre, e soltanto tre.

1. Posso volare?

Sì, se rispettate il quadro europeo - identico in Italia e a casa vostra, purché proveniate da uno Stato membro dell'Unione.

  • Sotto i 250 g, senza sensore di dati personali: nessuna formazione richiesta.
  • Oltre i 250 g, o con fotocamera: serve almeno l'attestato A1/A3.
  • Vicino alle persone: è necessaria la sottocategoria A2.

Il vostro attestato europeo vale in Italia. Non c'è nulla da rifare.

2. Devo registrarmi?

Lo siete già, se vi siete registrati nel vostro Paese: la registrazione avviene nello Stato di residenza.

⚠️ Ma l'Italia ha uno sportello unico che non si può aggirare. Il portale D-Flight (d-flight.it), realizzato dal controllo del traffico aereo italiano, non serve soltanto a registrarsi: è lì che si verificano le zone e si presentano le richieste. Chi è registrato altrove non deve creare nulla, ma dovrà comunque aprirlo per preparare un volo.

3. Dove posso volare?

È l'unica domanda la cui risposta cambia di luogo in luogo, e l'Italia è il Paese di questa serie in cui cambia di più.

Verificare una posizione sulla mappa →

I centri storici sono di fatto chiusi. Roma, Venezia, Firenze, Napoli e altre città vincolate sono soggette a divieti pressoché totali. Sorvolarle richiede l'autorizzazione dell'ENAC e, in certi casi, del Ministero della Cultura.

È il paradosso italiano: le immagini per cui si viene sono esattamente quelle che richiedono una procedura, e quella procedura non si sbriga il giorno prima.

⚠️ La mappa riporta le restrizioni permanenti. Non contiene NOTAM né divieti temporanei.

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