Arrivate in Portogallo con un drone. Le domande sono tre, e soltanto tre.
1. Posso volare?
Sì, se rispettate il quadro europeo - identico in Portogallo e a casa vostra, purché proveniate da uno Stato membro dell'Unione.
- Sotto i 250 g, senza sensore di dati personali: nessuna formazione richiesta.
- Oltre i 250 g, o con fotocamera: serve almeno l'attestato A1/A3.
- Vicino alle persone: è necessaria la sottocategoria A2.
⚠️ Si aggiunge un obbligo portoghese che coglie molti di sorpresa: l'assicurazione di responsabilità civile è obbligatoria a partire da 900 g. Quella soglia è propria del Paese, mentre il regolamento europeo la impone solo da 20 kg. La maggior parte degli apparecchi di consumo la supera. Verificate la vostra polizza prima di partire: un'assicurazione stipulata a casa può non coprire un volo all'estero.
2. Devo registrarmi?
Lo siete già, se vi siete registrati nel vostro Paese: la registrazione avviene nello Stato di residenza.
Utile sapere, per capire le regole locali: il Portogallo fa scattare la registrazione a 250 g, con fotocamera, oppure oltre 80 joule trasferibili all'impatto. Quel terzo criterio riguarda l'energia, non la massa.
3. Dove posso volare?
È l'unica domanda la cui risposta cambia di luogo in luogo.
Verificare una posizione sulla mappa →
L'ANAC pubblica l'applicazione Voa na Boa, da consultare prima di ogni volo. Le principali restrizioni coprono un raggio di 5 km attorno ad aeroporti, basi militari e zone marittime regolamentate.
⚠️ I parchi naturali sono il caso più frequente, e il meno noto. Il Portogallo ne ha molti, coprono buona parte dei paesaggi che si viene a filmare, e volarci richiede l'autorizzazione dell'ICNF. Quell'autorizzazione non si ottiene ai piedi della scogliera.
⚠️ La mappa riporta le restrizioni permanenti. Non contiene NOTAM né divieti temporanei.
Per approfondire
- Normativa droni in Portogallo - il quadro completo, per chi opera lì.
- Attestati di pilota remoto in Europa — quale attestato vale dove, e con quale nome.